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Radicali Cuneo lancia un sondaggio diretto agli studenti sull'informazione sessuale nelle scuole: "prepareremo

21-11-2021 20:20

Ufficio stampa

Comunicato stampa,

Radicali Cuneo lancia un sondaggio diretto agli studenti sull'informazione sessuale nelle scuole: "prepareremo un dossier, insieme a esperti"

L’Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei ha lanciato un sondaggio anonimo, diretto a studenti ed ex studenti delle scuole superiori della Pr

L’Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei ha lanciato un sondaggio anonimo, diretto a studenti ed ex studenti delle scuole superiori della Provincia di Cuneo, con lo scopo di realizzare un dossier su educazione affettiva e informazione sessuale nelle classi. I risultati saranno portati all’attenzione delle autorità competenti.


“A differenza di moltissimi Paesi europei, in Italia – scrivono i radicali – non esiste una legge sull’educazione affettiva e informazione sessuale nelle scuole. Nei migliori dei casi, sono i singoli istituti a decidere internamente se affrontare, o meno, la questione. Noi crediamo sia urgente incrementare iniziative di questo tipo, perché proteggono i giovani da pericolose malattie e contribuiscono a rendere la società più inclusiva e sicura.”

 

“Il primo gruppo sociale di cui un bambino fa parte è la propria famiglia, sin dai primi anni di vita e già in età preverbale, è essenziale lo sviluppo affettivo in modo da creare competenze interpersonali. – dichiara Alexandra Casu, mamma di tre bambini e attivista radicale - Si passa, poi, alle scuole dell'infanzia e primarie, dov’è importante avviare un percorso relazionale verso il prossimo, aggiungendo un’immagine realistica di se stessi, valorizzando l'autostima. Sviluppando dei progetti in ambito scolastico, si agevola la crescita del bambino in una situazione sociale che accetta le emozioni in tutte le sue sfaccettature. Di importanza rilevante è anche la creazione di corsi aperti alle famiglie con il supporto di personale specializzato (psicologi e psicoterapeuti infantili). Da genitore, mi sento immensamente preoccupata, perché, per quanto lavoro la famiglia possa fare, non è abbastanza se la scuola non interagisce in modo attivo.”

 

Fa eco a Casu, Alice Depetro, 26 anni, studentessa all’ultimo anno di filosofia, anche lei attiva nell’associazione: “Il mio è un lungo percorso di studi costellato da tantissime materie e nozioni, eppure mai nessuno in alcuna scuola mi ha insegnato che cosa fosse il consenso, che cosa fosse il rispetto per le altre persone, per i loro no, per le loro e le mie emozioni. Ho studiato complesse teorie filosofiche, teoremi matematici, bellissime letterature, ma mai come prendermi cura della mia e altrui sfera affettiva e sessuale. Nelle scuole superiori ci hanno a mala pena elencato un paio di malattie sessualmente trasmissibili e hanno accennato all’esistenza dei preservativi. Tutto il resto di quell’ambito è stato accuratamente evitato dall’insegnante. Ho avuto amici in altre scuole che hanno avuto la sfortuna di non parlare nemmeno stentatamente di questi argomenti. La salute sessuale e affettiva invece, per quanto sia estremamente importante e permei molto ciascuna delle nostre vite e di quelle delle persone che vengono in contatto con noi, è ancora tabù.”

 

“Uno studio dell’Istituto Superiore della Sanità condotto su studenti frequentanti i primi due anni nelle scuole medie superiori di 11 regioni italiane, fa emergere alcune criticità. – dice la ventenne Martina Maero, anche lei militante radicale - Soltanto il 33% del campione totale conosce il periodo fertile del ciclo. Il 18% riporta di aver avuto rapporti sessuali completi e, di questi, l’11% riferisce di non aver usato alcun metodo contraccettivo. In compenso, oltre il 90% del campione totale ritiene che l’educazione sessuale stimoli maggiore consapevolezza. Il sistema scolastico ricopre un ruolo chiave nell’insegnamento dell’educazione sessuale. 
Che cos’è la verginità? Ha un reale valore o è soltanto un costrutto sociale? Come si instaurano rapporti affettivi sani e alla pari? Come comunicare in maniera efficace i miei sentimenti e i miei bisogni? Come posso accogliere invece quelli dell’altr*? Queste e molte altre domande non trovano spazio, per ragioni ideologiche e culturali. L’educazione sessuale non deve incentrarsi sulla mera prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, seppur importanti, ma deve essere di più ampio respiro, considerando tutti quelli che sono i tabù del sesso, la sicurezza, la parte più emotiva ed affettiva.”

 

A questo link è possibile compilare il sondaggio, disponibile anche sul sito internet dei radicali cuneesi: https://forms.gle/B8TbFdYsd6nF8gK56

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