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Un abbonamento a Netflix basta?

20-04-2021 21:00

Filippo Blengino

Blog di Filippo Blengino,

Un abbonamento a Netflix basta?

Leggo, in questi giorni, post con elogi alla piattaforma “Netflix”, che effettivamente è riuscita, con le proprie produzioni, ad informare e creare di

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Leggo, in questi giorni, post con elogi alla piattaforma “Netflix”, che effettivamente è riuscita, con le proprie produzioni, ad informare e creare dibattito su importanti temi. Penso, ad esempio, alla docuserie “SanPa”, che racconta le vicende della comunità di San Patrignano e narra i disumani e proibizionisti metodi di Muccioli. E penso ad altre pellicole, come SexEducation su informazione sessuale, e Skam, che per certi versi ha importanti collegamenti sull’integrazione. Ed ecco che la società statunitense, con un fatturato da più di 20 miliardi di dollari l'anno, involontariamente sta rimediando alle voragini della scuola pubblica italiana… E meno male: grazie a Netflix i giovani riescono finalmente ad informarsi su diversi temi, guidati da una piattaforma seria e, quindi, non lasciati in balia delle castronerie facilmente reperibili sul web, che spesso finiscono col fare più danni che altro. La domanda qui è chiara… e la scuola pubblica dov’è?

 

La mia domanda presupporrebbe un’unica risposta: riforme. Ciò però, purtroppo, si avvicina molto ad un concetto utopistico. Il Ministero dell'Istruzione dorme da decenni, e un cambio di passo va fatto dal suo interno, prendendo spunto dalle azioni “rivoluzionarie” stile anni ’70. Con la nonviolenza, con scioperi, con proteste… io credo che una scuola inclusiva basata sul merito, con insegnanti motivati e senza docenti perditempo in attesa della pensione, sia davvero possibile. E qui no, non è utopia… Anni fa le scuole autoritarie, grazie agli studenti, si sono aperte ed hanno introdotto più democrazia, con assemblee e rappresentanze studentesche. Oggi si può fare lo stesso. Perché Netflix è bello e utile, ma sarebbe più giusto che la formazione del futuro, l’informazione (quella vera alla Bordin, per intenderci) su temi scomodi e non, ci sia anche nelle malconce aule delle nostre scuole.

 

Qualcosa di irrealizzabile? Forse. Ma perché non provare?

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