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Associazione Gianfranco Donadei

NO ALLA REALIZZAZIONE DELLA TANGENZIALE DI MONDOVI'

Associazione Radicali Cuneo - Gianfranco Donadei
Associazione Territoriale di Radicali Italiani
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©​2020 Radicali Cuneo

 

Radicali Cuneo aderisce all'iniziativa del Comitato Spontaneo Cittadino di Mondovì "Amiamo la Collina - così com'è", per dire no alla realizzazione della tangenziale di Mondovì.

 

Di seguito pubblichiamo le ragioni per il no a quest'opera:

 

Lo scorso 22 giugno il sindaco Paolo Adriano, accompagnato dall’assessore ai lavori pubblici Sandra Carboni e dal parlamentare Enrico Costa, ha reso pubblico il progetto definitivo per il “completamento del III lotto della tangenziale di Mondovì” in una video-conferenza presentata dai due ingegneri responsabili dell’ANAS – Ministero dei Trasporti.

L’obiettivo principale del progetto, di cui si parla da oltre vent’anni, è quello di “risolvere il problema del traffico” nel centro cittadino. Pur apprezzando la preparazione tecnica e la professionalità sia dei progettisti che degli amministratori coinvolti e condividendo l’dea che la viabilità e le condizioni ambientali dell’abitato andrebbero migliorate, per numerose ragioni questo progetto suscita fortissimi dubbi e sconcerto.

Proprio perché se ne parla da tanto tempo molti cittadini credono ancora che la tangenziale non si farà mai, ci sono quelli, al contrario, che pensano che sia inevitabile e ritengono dunque futile ogni messa in discussione.

Ma quanti conoscono effettivamente i dettagli del mega-progetto ed il fatto che è giunto alla fase progettuale definitiva, mancando poco alla possibile costruzione di: una galleria artificiale nei campi agricoli e boschivi sul versante ovest partendo dalla rotatoria di Mezzavia, un ponte a 4 campate sul fiume Ellero, una galleria di 1,5 km circa sotto la Collina di San Lorenzo, uno svincolo sul versante est tra gli Sciolli e i Gandolfi, oltre che un ponte in cemento sul torrente Ermena dal rione Borgato? Quanti cittadini saranno riusciti ad ascoltare la video-presentazione pubblica di quasi 2 ore degli ingegneri Bechini e Malgeri e a capire che, secondo lo scenario dell’ANAS “Stato del Progetto al 2025 e 2045”, la riduzione effettiva del traffico nei tratti interni alla tangenziale, di accesso all’abitato di Mondovì, sarebbe pari soltanto al 6%. Siamo veramente tutti d’accordo per spendere oltre €115.000.000 di fondi pubblici sull’ulteriore cementificazione del Monregalese quando si stima che nel 2045, con l’ipotetico 3° lotto della tangenziale compiuto, 94 dei 100 automezzi attualmente in transito sulle vie di Mondovì continueranno a percorrere le stesse strade?

 

Prima di tutto, dunque, va sottolineato che il progetto non raggiungerà l’obbiettivo prefissato di migliorare la situazione del traffico nel centro di Mondovì. 

Nonostante il rigore tecnico del progetto ANAS “sistema” tangenziale, esso rispecchia le procedure standard di un sistema “lineare”. Questo sistema, legato al paradigma riduttivo ed antropocentrico, impone con forza un disegno astratto per lo sfruttamento e la regimentazione di un eco-sistema vivente irriducibilmente complesso, “non-lineare”, caratterizzato da nessi, rapporti e stimoli auto-rafforzanti. Oggi, l’applicazione univoca di questo paradigma come base delle nostre attività umane è ormai riconosciuta dalla scienza come fortemente limitato. Come già lo dimostrano il clima e la sesta estinzione di massa della biodiversità attualmente in corso, gli effetti derivanti dalla nostra manipolazione di sistemi viventi complessi rimangono imprevedibili ed incontrollabili. Ecco che ci dobbiamo preoccupare se le analisi del rapporto costi-benefici e gli studi di impatto ambientale contenuti nel progetto ANAS si fermano a pochi fattori misurabili e definiti dalla normativa come, per esempio, la misurazione della rumorosità e delle emissioni di particolato nella fase del cantiere. Una tale ottica meccanicistica del mondo tralascia necessariamente tutta una serie di costi significativi ed impatti qualitativi che nell’attuale sistema legislativo rimangono esternalizzati o semplicemente omessi perché difficilmente quantificabili e riducibili ad un numero.

 

Tra questi dobbiamo chiederci:

. come verrà compensato l’aumento di emissioni di CO2 in atmosfera dovuto all’uso di energia per illuminare il cantiere ed alimentare attrezzi, generatori, macchinari ed il via-vai continuo di automezzi pesanti e di altro genere per la durata del cantiere, nonché per illuminare e mantenere questi nuovi tratti stradali nel lungo termine?

 

. come verranno mitigati i danni all’atmosfera e al sistema idrico dovuti alla produzione di ingenti quantità di cemento, acciaio ed asfalto per costruire le strutture? Come si intende ripristinare l’ulteriore deturpamento ambientale causato dall’estrazione di questi materiali nel loro luogo di origine?

 

. come e dove verranno smaltite le enormi quantità di terra da scavo provenienti dall’ipotetico tunnel e galleria artificiale e quale sarà l’impatto economico ed ambientale della conversione su questa scala di beni naturali in rifiuti?

 

. che impatto avrà sul clima, sulla salute del suolo e delle acque sotterranee e superficiali l’abbattimento di alberi ed il sollevamento di metri cubi di terra lungo il percorso ipotizzato dei raccordi ad est e ovest? Quale sarà il costo alla fauna che vive e si muove in prossimità sia del versante est che ovest del tracciato?

 

. conoscendo l’alto rischio di frane della Collina di San Lorenzo e delle sponde del fiume Ellero vogliamo insistere nell’imporre questo disegno quando gli stessi progettisti citano la fragilità del territorio come il motivo principale che ha dettato la scelta di un percorso più a nord rispetto ad altre ipotesi avanzate e quando gli stessi ingegneri dell’ANAS riconoscono la necessità di prevedere misure straordinarie di contenimento del terreno e di drenaggio delle abbondanti falde acquifere?

 

. quale miglioramento obiettivo a livello visivo, acustico e di vivibilità aggiungeranno al nostro territorio le imponenti strutture edilizie immaginate, consapevoli che la Collina di San Lorenzo agisce da cornice integrante alla sagoma di Mondovì Piazza, la quale ha ricevuto recentemente il riconoscimento Regionale come luogo di interesse storico-culturale? Quali saranno gli effetti a lungo termine delle vibrazioni causate dal transito di automezzi per l’ecosistema Collina, per i suoi residenti ed utenti?

 

Con tutto il rispetto per l’amministrazione comunale ed i tecnici impegnati nel progetto, (riconoscendo la complessità dei problemi e le difficoltà a cui vanno incontro e certi della loro intenzione di agire a nome del bene comune), è chiaro ed evidente a tutti che le modalità finora adottate non stanno più funzionando e comportano costi ambientali, sociali ed economici sempre più elevati. Alla fine la verità ineluttabile è che tutto è collegato – quello che facciamo alla Terra e agli altri, lo facciamo a noi stessi.

 

Comitato Spontaneo Cittadino “Amiamo la collina - così com'è”

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