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Associazione Gianfranco Donadei

COVID-19: UN GIORNO DI DIGIUNO PER LA FAME DI INFORMAZIONE

2020-11-14 12:17

Ufficio stampa

Comunicato stampa,

COVID-19: UN GIORNO DI DIGIUNO PER LA FAME DI INFORMAZIONE

“Specialmente ora che siamo a casa tormentati da trasmissioni e telegiornali che parlano della pandemia in corso, confrontando chi nega, chi minimizza

“Specialmente ora che siamo a casa tormentati da trasmissioni e telegiornali che parlano della pandemia in corso, confrontando chi nega, chi minimizza il virus, ma molto spesso dando voce a chi sostiene che limitare la nostra libertà di uscire di casa e di lavorare o di tenere in piedi la azienda che ci dà il lavoro è necessario, che non c’è alternativa.

Manca quasi sempre una voce che dica che l’alternativa c’è da tempo come dimostra Taiwan con 200 giorni senza un contagio senza un giorno di lockdown ma come dimostrano anche la Corea del Sud e altri paesi dell’area (la stessa Cina non ha fatto un lockdown nazionale come il nostro).

Una voce che spieghi che Taiwan ha ottenuto questo con misure che sarebbero realizzabili qui quasi subito: per esempio 50% di capienza sui trasporti (sempre e con controlli), quarantena per chi arriva da paesi a rischio, tracciamento serio e non solo su quelli ultimo modello come con Immuni. E che lo ha fatto tenendo aperte le scuole e le aziende. Gli italiani hanno ed avranno fame. Fame della libertà di poter tenere in piedi l’attività economica che dà loro lavoro come dipendenti, imprenditori, liberi professionisti. Fame di speranza per un virus che viene detto loro che è inevitabile che devasti la loro vita affettiva e sociale. Fame di futuro, di quel futuro che stiamo distruggendo bruciando soldi in debiti per pagare bonus che spesso non salveranno attività che avrebbero potuto stare in piedi senza chiedere elemosine allo stato. Gli italiani hanno fame di informazione, di dibattito, di poter conoscere soluzioni diverse alla convivenza con il virus diverse da quella disastrosa applicata in questo anno dal governo e dalle regioni italiane. Ecco perché noi cittadini a cui è proibito oramai sfilare e manifestare e incontrarsi di persona non possiamo che fare un giorno di digiuno domenica 15 novembre contro questa fame che è fame di conoscenza e diritto alla conoscenza di quali sono le opzioni fra cui sceglie chi ci governa.”

 

Sarà Filippo Blengino, Segretario di Radicali Cuneo, a digiunare per chiedere più informazione, che aggiunge: “conoscere per deliberare è sempre la soluzione. Dobbiamo copiare chi sta combattendo il virus con risultati migliori dei nostri. Ovviamente occorrerebbe adattare le misure alla nostra situazione e alle nostre leggi: è impensabile, come avviene in cina, rinchiudere chi è in quarantena come fosse in carcere… ma è necessario che il dibattito sul tema sia ampliato.”

 
Associazione Radicali Cuneo - Gianfranco Donadei
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Signor Sindaco, Signora Vice-sindaca, Gent. Consigliere/a, Come avrà certamente avuto modo di apprendere dalle ultime notizie, l’esecuzione della condanna a morte del ricercatore Iraniano Ahmadreza Djalali, potrebbe avvenire in questi giorni. Ci rivolgiamo a Lei, nella più sincera speranza che la vita di quest’uomo, di questa figura che tanto ha fatto per il nostro Paese e per la nostra Regione, che in Piemonte ha vissuto e lavorato, tessendo una rete di rapporti e apportando il suo contributo di esperto alle nostre università, sia per Lei un’assoluta priorità in questo momento. Perché non c’è più tempo. Non c’è più tempo, perché un uomo innocente, in carcere da 4 anni, costretto a mezzo di tortura a confessare un ridicolo crimine mai commesso di “spionaggio” è condannato a morte. Non c’è più tempo, perché tra qualche ora quest’uomo potrebbe non esserci più, giustiziato da un regime, l’Iran, che utilizza la condanna a morte come strumento principale contro oppositori politici, prigionieri di coscienza, donne e perfino minorenni. Le chiediamo di agire immediatamente, di utilizzare la Sua posizione all’interno di un’istituzione democratica, affinché il Comune di Cuneo si schieri apertamente dalla parte della vita di Ahmadreza Djalali. Ci auguriamo che il Comune di Cuneo difenda la vita di Djalali, chiedendo che il governo italiano richiami oggi stesso l’ambasciatore Iraniano, esercitando in tal modo pressione istituzionale e diplomatica sull’ambasciata iraniana, affinché Djalali sia rilasciato immediatamente e un crimine tanto grave venga scongiurato. Con speranza, Filippo Blengino, Alessia Lubèe e Gabriele Melino (Segretario, Tesoriera e Presidente Associazione Radicali Cuneo – Gianfranco Donadei)

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